Eging – Calamari da terra: una tecnica per tutti

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Eging – Calamari da terra: una tecnica per tutti

Di Michele Prezioso

Eging la pesca dei calamari da riva 4

 

Quando si parla di pesca ai calamari, il collegamento alla barca è immediato. Ma non è detto che, necessariamente, questi cefalopodi debbano essere insidiati sempre da mare. E’ possibile, nei posti giusti, avere ottime soddisfazioni cercandoli da terra, complice l’oscurità, con la tecnica dell’eging; che altro non è che uno spinning mirato ai cefalopodi

 

Non serve essere dei super esperti e non servono neanche attrezzature straordinarie, basta un po’ di costanza e la voglia di sopportare un po’ di umidità, a volte di freddo e di muoversi un po’. E i calamari saranno alla portata di tutti.

 

Lo scenario

Le fredde sere d’inverno dalla fine di novembre fino a quelle più tiepide di aprile inoltrato, saranno ideali per dedicarsi alla pesca del calamaro da terra. In questo periodo il nostro cefalopode dopo essere risalito dalle profondità si trattiene in acque poco profonde e nelle ore notturne si spinge fino a riva, anche in pochi cm di acqua, alla ricerca di tutto quel pesce foraggio caratteristico del sottocosta: famelico ed aggressivo, se ben insidiato potrà cadere vittima dei nostri inganni. Le location più fruttuose per questa attività saranno le scogliere frangiflutto, le banchine, un lembo di spiaggia adiacente a scogli e posidonia, con profondità fino ai venti metri.

La caratteristica comune che questi spot dovranno avere è la presenza di luce, diretta o riflessa e la limpidezza delle acque. La luce attira tutti i piccoli pesci, attivando la logica della catena alimentare in cui i calamari si lanciano a capofitto. La limpidezza della acque, invece, è determinante perché questi cefalopodi per sferrare l’attacco agli artificiali dovranno vederli: con acque poco trasparenti per ottenere, forse, un attacco dovremmo piazzargli l’esca proprio davanti.

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Le opportunità di cattura dei calamari in ambito portuale crescono grazie alla presenza della luce che richiama i piccoli pesci foraggio.

La scelta

 

Per capire meglio se i posti a nostra diposizione potranno essere fruttuosi, una visita preventiva sarà indispensabile, per controllare l’aria che tira. La presenza di una fauna ricca anche di giorno sarà un’ottima premessa e la presenza dei piccoli gamberi la conferma. L’acqua pulita e trasparente costituirà una ulteriore garanzia. Le ore migliori saranno quelle del primissimo mattino (le più fredde) quando ancora le stelle non cedono la scena al giorno e l’albeggio appena accennato. Dopo, i calamari come dei vampiri, scacciati dalla luce del sole, ritorneranno a nascondersi in profondità. Ma anche il tramonto fino a notte è un ottimo momento, soprattutto se a rendere più frizzante la situazione ci sarà un bel venticello di tramontana. Se naso e orecchie tenderanno a gelare è segno che i calamari saranno in piena attività!

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Se la presenza di cefalopodi è buona e tipo e colore di artificiale sono graditi, le catture si susseguiranno; a volte si interromperanno per poi riprendere dopo un pò.

 

Come armarsi

Sbizzarritevi come vi pare con gli artificiali specifici, a patto che siano tutti floating. Acquistate pesciolini delle misure comprese tra i 7 ed i 13 cm, tutti con paletta in plastica, con colorazioni naturali (ovvero ad imitazione di pesci esistenti) e con colorazioni di fantasia; a seconda delle condizioni di luce e di foraggio presenti, imparerete a individuare l’esca adatta a indurre all’attacco il cefalopode. Anche le misure sono significative ed anche queste andranno scelte conformemente a quelle dei pesciolini presenti. Comunque, avere una buona varietà di livree e misure è importante.

Eging la pesca dei calamari da riva 7 Eging la pesca dei calamari da riva

Nel nostro zaino non dovrà mancare un assortimento di artificiali vastissimo: i calamari sono molto volubili ed il cambio frequente degli artificiali può aiutarci a tenere costante la frequenza delle catture.

 

Canne & C.

 

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Le canne da spinning che useremo non dovranno essere canne di qualità e prezzo esorbitanti; anche delle buone telespin possono fare al nostro caso.

 

La lunghezza sarà di circa 2,40 mt se il campo di battaglia sarà il porto, se, invece, le zone da battere saranno più ampie (come le spiagge e le scogliere) userei una canna più lunga, intorno a 3 metri. L’azione dovrà essere pastosa, e la piacevolezza del lancio la riprova della giusta scelta; grammature consigliate, 30 gr per le soluzioni light e fino a 60 per le azioni fast heavy. Mulinelli 4000 o 5000 purché caricati con un multi da 0,12 e terminale fluorcarbon 0,20, al quale applicheremo un piccolo moschettone adeguato alla taglia dell’artificiale.

 

L’azione

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Ogni cattura è di enorme soddisfazione: la pesca ai calamari è veramente divertente !

 

 

Dopo aver attentamente osservato dove andremo a lanciare le esche, per scrutare attività di caccia, movimenti sospetti o piccole fughe di pesce, lì dovremo lanciare le esche. Ma c’è un segreto che ancora non vi ho rivelato…..: equipaggeremo la montatura con una bombarda o un vetrino, per favorire il lancio e l’affondamento naturale delle esche, arrivando così a farle navigare per un buon tratto anche a più di 5 mt di fondo. Eseguito il lancio, aspetteremo lo stendersi della lenza e inizieremo il recupero, variando le andature; da uno short jerk cadenzato ad un recupero veloce e rettilineo, seguendo a vista (per quel che è possibile) il nuoto dell’artificiale. Se l’azione andrà a segno, l’evidente appesantimento con qualche energica “pompata” e l’innaturale curvatura della canna saranno i segnali. Le carni del calamaro sono tenere, facili a rompersi e quindi il recupero andrà fatto con moto uniforme senza strappi ed accelerazioni e un guadino di lunghezza adeguata porrà fine alla corsa del cefalopode.

 

 

 

 

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